

Join activists throughout the world and hold actions to raise awareness for the abolition of meat!
Upcoming WWAMs:
21/05/2012 - 27/05/2012
24/09/2012 - 30/09/2012
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Abolizione della Carne
Risoluzione
Riguardo il movimento per l'abolizione della carne iniziato in Francia
La richiesta di abolizione della carne
Poiché la produzione di carne implica l'uccisione degli animali che vengono mangiati,
poiché molti di loro soffrono a causa delle condizioni in cui vivono e in cui vengono messi a morte,
poiché il consumo di carne non è una necessità,
poiché gli esseri sensibili non devono essere maltrattati o uccisi senza necessità,
l'allevamento, la pesca e la caccia di animali per la loro carne, così come la vendita e la consumazione di carne animale, devono essere aboliti.
Riguardo il movimento per l'abolizione della carne iniziato in Francia
La questione sull' abolizione della carne è stata dibattuta per la prima volta al "Estivales de la question animale" (raduno estivo intorno al tema sugli animali) nell'agosto del 2005.
Riflessioni aggiuntive possono essere trovate
- sul blog personale http://abolizionedellacarne.blogspot.com/
- nel gruppo di discussione http://fr.groups.yahoo.com/group/abolitiongroup/
(in Francese)
La prima discussione fu seguita da una serie di attività simili in Inghilterra nel 2007: http://groups.yahoo.com/group/meatabolition
La richiesta di abolizione della carne

Opuscolo sull'abolizione della carne
Questo sito promuove la richiesta di abolizione della produzione e consumo di carne animale in tutto il mondo.
Questa promozione viene effettuata attraverso l'organizzazione della Giornata Mondiale e delle Settimane Mondiali delle Azioni.
Qui sotto trovi due estratti con introduzione dalla brochure (opuscolo) dell'Abolizione della Carne (in formato pdf). Può anche essere letto nei "quaderni antispecisti" qui: Cahiers antispécistes.
Astratto
L'idea qui espressa è che dobbiamo lavorare esplicitamente a proposito della proibizione legalizzata della produzione e del consumo di carne animale. E' una misura necessaria da una parte, possibile da ottenere senza aspettarci una rivoluzione nel modo di pensare o nell'organizzazione della nostra società.
« Gli animali non dovrebbero essere feriti o uccisi dove non vi è alcuna necessità »: in tutto il mondo, questo precetto è parte della morale comune. In tutto il mondo, il consumo dei prodotti animali come fonte di nutrimento è il motivo principale per il quale gli esseri umani feriscono e uccidono gli animali, anche qualora non sia necessario.
Questo precetto ha già ispirato moltissime persone nel mondo; molti hanno infatti deciso di non comprare più prodotti di origine animale, oppure di ridurre il consumo di carne o scelgono di comprarla in posti in cui viene in qualche modo garantito che gli animali vengano trattati in una certa maniera. Alcuni paesi hanno cominciato a stanziare fondi per proteggere e sostenere le fattorie di animali. Questo tuttavia non è ancora sufficiente per far sì che questa tendenza finisca.
Il numero degli animali allevati e pescati nel mondo sta crescendo inesorabilmente, mentre le aziende industriali diventano la norma per quanto riguarda la commercializzazione di prodotti di origine animale.
E' in qualche modo illusorio aspettare che le leggi comincino a vigilare sul benessere degli animali, e gli assicurino di vivere e morire in condizioni accettabili. Miliardi di animali vengono uccisi ogni anno.
E' difficile per gli allevatori decidere di mettere al primo posto il benessere degli animali prima ancora del profitto, e non c'è abbastanza spazio nè forza lavoro per potersi prendere cura di tutti loro.
E' necessario riconoscere il fatto che la produzione di carne animale non solo ha un effetto disastroso sull'impatto ambientale ma non non condurrà necessariamente a un miglioramento del destino assegnato agli animali; se gli interessi degli animali non sono presi in conto come tali, questa consapevolezza potrebbe al contrario condurre a una più intensiva e aggressiva radicazione di allevamenti aziendali.
Il contrasto tra i doveri che gli uomini riconoscono di avere nei confronti degli animali e la maniera in cui in realtà li trattano, non implica che le loro dichiarate buone intenzioni siano solo ipocrite. Quello che impariamo da questo contrasto, è che i cambiamenti nel comportamento del consumatore non sono sufficienti per mettere fine al macello. Ci sono ragioni per crederlo. La situazione è familiare: i problemi di sicurezza stradale, l'inquinamento, la povertà umana, o l'abuso di minori non possono essere risolti solo contando sulla capacità di ciascuna persona a modificare le loro attitudini per rimediare alla situazione, anche quando sono consapevoli di essere oggettivamente in torto.
Per porre fine al terribile destino riservato agli animali che vengono mangiati, la richiesta dovrebbe essere anche effettuata a livello politico. Un processo deve essere iniziato e finito con l'approvazione di leggi che proibiscano la cattura (la caccia e la pesca) e la produzione (allevamenti) di animali per il consumo umano.
Le istituzioni pubbliche giocano anche un ruolo fondamentale nella riqualificazione dei lavoratori i quali guadagni dipendano dalle suddette attività. Questo processo inizia con la volontà pubblica di richiedere che la produzione di carne sia messa al bando.
Fai che il progetto di abolizione della carne inizi il suo corso oggi nel mondo
Il Movimento di Abolizione della Carne ha davvero qualche possibilità di diventare una questione politica data la natura della sua richiesta? Nessun parlamento o governo deciderà di proibire l'uso degli animali come cibo in un futuro prossimo; nessun grande partito politico del nostro tempo lo inserirà nel suo programma.
Di conseguenza, se il movimento è visto come la richiesta di niente di meno che l'evento il quale forgerà il suo successo (l'abolizione totale), si corre il rischio di avere poca influenza su temi correnti che impegnano la vita politica giorno dopo giorno. Tuttavia, non c'è ragione per la quale dovrebbe andare così. Esistono misure parziali che possono essere significative al fine di avvicinarsi al nostro obbiettivo, che sono la riduzione ed eventualmente l'eliminazione totale di sussidi che vanno a finire agli allevamenti di massa di bestiame e di pesca, tassare la carne, imporre il rispetto dei diritti per chi non mangia carne (possibilità di trovare a mensa, nei ristoranti, nelle scuole e nei posti di lavoro, alternative al consumo di carne), scoraggiare i giovani interessati al mestiere della pesca e della carne, prevenire l'apertura e l'espansione di fattorie di bestiame, rifiutare la propaganda che presenta i prodotti animali come indispensabili alla nostra salute, oppure ottenere che venga proibita la produzione e l'importazione di alcuni tipi di carne che sono stati prodotti in condizioni particolarmente atroci. Gli affari, le reti di distribuzione, e gli individui privati possono creare zone di divieto di produzione e transito di carne sul proprio territorio.
Supportare l'abolizione di carne non implica necessariamente tagliare tutti i legamenti a coloro che lavorano seriamente per migliorare le condizioni delle fattorie e che protestano contro le fattorie industriali: 43 sono una delle espressioni maggiori date all'attenzione nei confronti degli animali nella nostra società. Infatti attaccare una sola fattoria industriale equivale praticamente ad attaccare tutte le fattorie di bestiame. Nel campo, molti differenti punti di convergenza sono possibili, basta che la gente non venga incoraggiata a credere nell'illusione del benessere di animali tenuti in libertà come sostituzione della norma attuale dell'allevamento industriale di bestiame.
La richiesta di abolizione della carne non mette in secondo piano lo sforzo informatico diretto ai consumatori affinchè sempre più di essi rifiuteranno di comprare prodotti animali. L'obbiettivo non è quello di preferire un approccio collettivo al problema. Infatti nessuna evoluzione colletiva può essere creata se non vincendo con l'aiuto del singolo individuo che è il vero forgiatore della società.
L'obbiettivo è comunicare con gli individui intesi come consumatori e cittadini, cosìcchè i due approcci vengano rafforzati mutualmente.
Le organizzazioni animaliste hanno già preso l'impegno di agire sui vari livelli decisionali: gli individui privati, le istituzioni politiche, le altre organizzazioni (le imprese, gli instituti di ricerca, le associazioni, ecc.). Il compito del movimento per l'abolizione della carne non è quello di proporre una sommossa nei metodi assunti o nelle campagne condotte, anche se nuovi temi sono stati aggiunti. Il suo compito primario è quello di facilitare la reinterpretazione di una moltitudine di approcci oramai già intrapresi, e l'invito all'associazione di nuove parti. Al di là del loro obbiettivo immediato, molte di queste azioni saranno significative al fine di effettuare nuovi passi verso l'abolizione della carne, verso questo orizzonte che sarà più esplicitamente fissato e renderà protagonista il pubblico partecipante come seri candidati per le regole del prossimo futuro.
L'abolizione non ci coglierà di sorpresa facendo piccoli passi seppure con un andatura decisa.
Piuttosto ci sarà un accelerazione e un salto che condurranno all'adozione dell'abolizione. Prima di quel giorno,alcune parziali misure potrebbero rappresentare i segni (e l'effettivo progresso) che rende l'idea ancora più credibile, più tangibile, che ci stiamo avvicinando verso la nuova frontiera dell'abolizione. Misure che preparano all'accettazione e alla volontà di voler mettere fine ai sacrifici di animali a scopo alimentare.
Il movimento per l'abolizione della carne è anche una denuncia aperta: esiste perchè gli individui e le organizzazioni si dichiarano in favore della proibizione del consumo di carne animale. Esiste perchè questa convinzione è vista come qualcosa di molto più che una pia devozione per un mondo migliore il quale non sembra avverarsi mai.
Piedi per terra, sguardo verso il cielo
L'abolizione della carne è un approccio riformista. Non c'è bisogno di rivoluzionare credenze e relazioni sociali partendo da zero per installare radicalmente un nuovo ordine sociale. Si tratta di portare una risposta operazionale a un problema concreto: l'orrendo destino riservato fino ad oggi agli animali che vengono mangiati. Inoltre, l'abolizione della carne aiuta a salvaguardare gli habitat naturali che sono necessari agli animali che vivono in maniera selvaggia; contribuisce a risolvere problemi legati alla salute degli alimenti e delle persone, così come al preservamento del pianeta nell'interesse dei suoi futuri abitanti.
Ciò che è utopico non è l'abolizione della carne, ma è piuttosto pensare che stiamo progredendo nel dare agli animali, che vengono nutriti per essere mangiati, cacciati e pescati, delle garanzie di una miglior vita o una miglior morte. Questa idea è surreale - ancora di più in un contesto dove è molto probabile che controllare i danni ambientali causati dalla rapida espansione della produzione di carne diventi un fattore supplementare per l'intensificazione delle aziende.
Sebbene limitato nei suoi obbiettivi, il progetto per l'abolizione della carne ha come scopo niente di meno che la più grande riduzione di sofferenza e di morte mai raggiunto prima.
Con i suoi propositi apre la via a una civilizzazione che è ancora più attenta e rispettosa nei confronti degli esseri senzienti i quali sono vittime delle nostre scelte. Alla fine del viaggio, quello che scopriamo potrebbe non essere un paradiso; ma, considerando la natura limitata della richiesta, non sarà poi così male.
Leggi l'opuscolo completo (in Inglese).
